|
Caratteristiche
principali
La maggior parte dei luxmetri commerciali utilizza
come sensore una cella al selenio in quanto la sua risposta spettrale
assomiglia molto a quella dell'occhio umano.
Le celle al selenio presentano tuttavia l'inconveniente del cosiddetto
"effetto memoria" (il valore indicato può essere
influenzato da misure precedenti con alto illuminamento).
Per questo motivo nel luxmetro HD8366 è stato utilizzato
un sensore al silicio il quale è immune da suddetto inconveniente.
La risposta spettrale è stata adattata a quella dell'occhio
umano mediante un filtro montato sopra il sensore, con un errore
inferiore al 5%.
La linearità del sensore è migliore del ±1%
nel campo da 0 ÷ 100.000 lux e ±1.5% nel campo da
100.000 ÷ 200.000 lux.
La precisione è limitata da varie cause di errori quali:
- la non linearità del sensore
- la deviazione dalla legge del coseno, per luce incidente non
ortogonalmente al sensore
- risposta spettrale non perfettamente identica a quella dell'occhio
umano
Con taratura mediante lampada campione al tungsteno tipo "A"
2850K ±10K (secondo DIN 5033), la precisione è migliore
del ±6% della lettura ±1% del fondo scala.
Un circuito di auto-zero assicura un'ottima ripetibilità
delle misure anche a bassissimo livello di illuminamento.
Il sensore e lo strumento sono due unità distinte, collegate
fra loro tramite cavo, così che è possibile muovere
il sensore dove si desidera effettuare la misura.
Sensore al silicio. Campo di misura 0.1 ÷ 200.000 lux.
Display a cristalli liquidi con altezza 12,7mm
APPLICAZIONI
Misure di illuminamento all'aperto e all'interno di edifici, in
campo scientifico, industriale, prevenzioni infortuni, estetica
ed agricoltura, Elettricisti ed esperti di illuminamento, uffici
per la prevenzione di infortuni (causati da abbagliamento o insufficienza
luminosa), architetti, disegnatori, ecc.

|
|